Bisogna stare in classe fino a 67 anni…..!

Pensioni da cambiare, non si può tenere una classe fino a 67 anni!

È una realtà amara quella descritta il 2 aprile da Dalida Angelini, segretaria della Cgil Toscana

03/04/2016

“Non si può stare fino a 67 anni su un ponteggio o a tenere una classe di un asilo”.

È una realtà amara quella descritta il 2 aprile da Dalida Angelini, segretaria della Cgil Toscana, nel giorno in cui sono scesi in piazza in diverse città Cgil, Cisl e Uil, per chiedere di cambiare la legge Fornero sulle pensioni e rendere meno rigidi i criteri per l’uscita.

“Non si può far immaginare ai giovani una vecchiaia da poveri”, ha detto ancora la sindacalista.

Per questi motivi, ha continuato, “il sistema va cambiato radicalmente, bisogna ricostruire una

solidarietà. Il messaggio che arriva dai tanti presìdi e dalle tante iniziative di oggi in Toscana è chiaro, la gente vuole cambiare la legge Fornero: l’esecutivo ci ascolti subito o la mobilitazione continuerà”.

Non solo in Toscana si tornerà in piazza, hanno promesso anche i leader dei tre sindacati nazionali.

Inoltre, aggiungiamo noi, il malessere per l’obbligo di permanenza a scuola fino a 67 anni inoltrati è davvero palpabile. E ad esprimerlo non sono soltanto i maestri dell’asilo nido: l’insofferenza vale per tantissimi docenti over 60 appartenenti a tutti i cicli scolastici. Per non parlare di quanto accaduto ai 4mila Quota 96.

I segnali che arrivano dal governo e dal Partito Democratico, tuttavia, nel seguono la stessa direzione. La stagione delle proteste, seguendo queste premesse, è appena cominciata.

 

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8 Commenti

  1. Impensabile. Visto che a quanto pare non si riuscirà ad ottenere niente di meglio, stop a 62. Dopo non è neppure immaginabile. Non siamo all’università.

  2. Come fanno questi farabutti a non capire che è IMPOSSIBILE anche soltanto riuscire a controllare classi formate perfino da 30 elementi (molti dei quali con problemi gravi o gravissimi di comportamento) a un’età da bisnonni? Dovrebbero provare almeno un giorno a insegnare in una prima elementare “pollaio”, dove i bambini vanno scolarizzati e resi AUTONOMI nelle attvità di lettura e scrittura. Si prova una fatica INIMMAGINABILE anche se si hanno 30 o 40 anni, figurarsi a 67! Se poi aggiungiamo che il carico di lavoro legato alla burocrazia e all’aggiornamento è ultimamente diventato insostenibile, temo che a 67 anni non arriverà nessuno. Da quanto detto, traggo la convinzione che sia proprio questo l’obiettivo dei nostri politici. Poveri noi e poveri quei bambini che ci dovessero capitare come alunni!!!!!

  3. questo paese diventerà sempre di più un paese per vecchi… ai giovani spettano posti di lavoro occupati da persone che non possono andare in pensione,ai giovani toccano insegnanti che diventeranno sempre più vecchi… che paese!!

  4. perfetto siamo tutti daccordo però anche tutti i lavoratori che non sono della scuola per non parlare degli operai e delle partita iva, loro devono lavorare fino alla morte??? o tutti o nessuno

      • lavoro usurante, se ricordo bene, è riconosciuto solo per gli asili……che vergogna! Noi degli altri cicli scolastici, andiamo a perdere tempo, a divertirci1

        • Il cinico obiettivo è di puntare al logoramento, prima del raggiungimento del minimo pensionabile o, altrimenti, ad una drammatica decurtazione dell’assegno pensionistico, che è mediamente ai limiti della sopravvivenza, Bisogna tenere lontani i sindacati confederali, sono lì per trattare al ribasso le pensioni. Dobbiamo pretendere un abbassamento dell’età SENZA PENALIZZAZIONI e, soprattutto, NO, AL RICALCOLO CONTRIBUTIVO delle pensioni, perchè è una truffa!

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