I piani della sinistra DEM…..

Riconquistare il controllo del Pd. Ecco il piano della sinistra dem

Niente sfiducia a Renzi sul caso Guidi: ecco perché

 

 

Perché la minoranza Pd non intende votare la sfiducia al governo Renzi e quindi ha deciso di salvare il premier nonostante il caso Guidi-Boschi? La domanda se la pongono in molti nel Palazzo e in Transatlantico. La prima risposta, è legata al possibile ingresso nell’esecutivo di Roberto Speranza al dicastero delle Infrastrutture, ma il motivo principali è che uscire ora dal Pd votando contro il governo pregiudicherebbe il vero piano di Bersani & C. che è quello di riconquistare la maggioranza del partito.

Come? Il redde rationem, la battaglia delle battaglie, sarà il referendum istituzionale di ottobre, ovvero l’appuntamento con le urne al quale il premier ha legato il suo stesso futuro politico. Le trivelle non spaventano il presidente del Consiglio, nemmeno se (ipotesi remota) dovesse essere raggiunto e superato il quorum. Quanto alle Amministrative del 5 giugno, salvo un crollo verticale del Pd (improbabile anche se i sondaggi non sono certi positivi), non avranno un contraccolpo particolare sull’esecutivo. Ma il voto sul ddl Boschi del prossimo autunno sarà un vero e proprio bivio: se Renzi vince va avanti come un treno e si voterà probabilmente a febbraio 2017 con lui candidato premier.

Ma se dovessero prevale i no, a quel punto ci sarebbero le immediate dimissioni di Renzi da presidente del Consiglio, la nascita di un governo del Presidente (Mattarella), guidato probabilmente da Graziano Delrio con l’appoggio di Forza Italia, e l’immediata convocazione di un congresso straordinario del Pd. A quel punto, con Renzi dimissionario e la Boschi difficilmente presentabile visti i vari casi Etruria e petrolio (Guidi), la minoranza dem avrebbe gioco facile a candidare Roberto Speranza, che intanto essendo entrato nel governo non potrebbe essere accusato di aver remato contro, per ri-conquistare il Nazareno e la guida del Partito Democratico.

Sarebbe una svolta a 360 gradi che comporterebbe l’addio dell’alleanza con Area Popolare e con i verdiniani di Ala e il ritorno del dialogo con Sinistra Italiana. Ecco perché la sinstra dem non fa cadere ora Renzi, perché ha in mente un progetto molto più ambizioso. Va da sé che se al referendum costituzionale vincessero i sì, e quindi Renzi, a quel punto molti esponenti della minoranza interna, avendo perso la battaglia, uscirebbero per aderire al progetto di Sinistra Italiana (che non a caso ha spostato il proprio congresso fondativo proprio a fine dopo il referendum istituzionale).

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