Sondaggi referendum trivelle, 17 aprile: No Triv in vantaggio

 

Sondaggi referendum trivelle, cosa dicono i numeri sul voto del 17 aprile? In materia, l’ultimo sondaggio disponibile è quello dell’Istituto Piepoli e mostra una situazione prevedibile: i “sì” (vale a dire i voti favorevoli all’abrogazione della legge attuale, quindi contrari alla trivellazione) sono in netto vantaggio con il 65%. Solo il 14% voterebbe invece per lasciare la norma così com’è (e quindi procedere con le trivellazioni) e il 21% è senza opinione.

Il dato dei “senza opinione” è abbastanza alto, ma non quanto si potrebbe pensare vista la scarsa informazione che si è registrata in materia e la complessità della materia. Da questo punto di vista, facilita probabilmente la lettura delle cose la capacità del fronte ambientalista di presentare la questione in maniera semplice e immediatamente comprensibile, facilitando la creazione di uno schieramento “pro-ambiente” contro gli interessi energetici.

Altro aspetto estremamente importante è quello dell’affluenza al voto. Uno dei problemi storici dei referendum, infatti, è la difficoltà di raggiungere il quorum del 50%. Problema che si è andata accentuando negli ultimi anni, a causa della pessima abitudine del fronte del “no” di schierarsi con l’astensione, unendo le forze e rendendo così molto più facile far saltare il referendum stesso.

Su questo punto, però, le cose potrebbero andare diversamente: stando sempre al sondaggio sul referendum trivelle ben il 75% degli italiani ha intenzione di andare a votare; mentre solo il 19% dichiara di voler restare a casa e il 9% è senza opinione. Se le cose andassero così, il fronte No Triv avrebbe in tasca la vittoria. Ma sono affidabili questi numeri? Qualche dubbio è legittimo, visto che l’argomento non sembra aver mobilitato così tanto l’opinione pubblica e visto che una percentuale di affluenza al voto del 75% sarebbe veramente altissima, anche alla luce della percentuale registrata nelle ultime elezioni. Il sospetto è che affermare che si andrà a votare in un’intervista telefonica sia molto più facile che farlo per davvero, il 17 aprile.

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