Mps, l’avvocato: “David Rossi ucciso da almeno due persone”. Indagini riaperte

Il responsabile della comunicazione della banca morì nel 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni. Ora la Procura di Siena riapre il caso

SIENA. L’ex responsabile della comunicazione di Mps David Rossi sarebbe stato ucciso da “almeno due persone” e non si tratterebbe di suicidio. Lo sostiene Luca Goracci, legale della vedova di Rossi morto il 6 marzo 2013 precipitando dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni. Sulla base di questa tesi, sostenuta da tre nuove perizie, il legale ha presentato il 6 novembre scorso in tribunale a Siena la richiesta di riapertura del caso, inizialmente archiviato come suicidio, ed oggi accolta dal procuratore Salvatore Vitello.

L’AVVOCATO: “COLPITO E GETTATO DALLA FINESTRA”

“Dalle perizie, grafologica, medico legale e dinamico fisica sulla caduta, emerge che David Rossi sarebbe stato prima colpito alla testa e poi buttato dalla finestra almeno da due persone”, sostiene l’avvocato Goracci. Le perizie che saranno presentate martedì 17 alla stampa in una conferenza a Roma dimostrerebbero che Rossi avrebbe scritto i biglietti di addio alla moglie, poi ritrovati nel cestino, “sotto coercizione fisica o psichica”. I segni evidenti sarebbero le ecchimosi sulle braccia riscontrate nell’esame autoptico “chiaro segno di afferramento”.

LA PROCURA RIAPRE IL CASO

Secondo quanto spiegato in una nota della procura senese, a spingere verso nuove indagini sono “gli aspetti segnalati nell’istanza di riapertura, corredata da consulenze
di parte sui punti per i quali viene proposta la necessità di approfondimento”. Aspetti, spiegano dalla della procura, che “sono stati oggetto di valutazione”, e che hanno portato alla “decisione di procedere alla riapertura dell’indagine sui temi di prova evidenziati”.

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