Concorso Scuola ,Premier: ingiusto un euro all’ora ai commissari(ma aveva respinto finanziamento ad hoc)

Concorso, ora Renzi ci ripensa.

premier: ingiusto un euro all’ora ai commissari. Ma aveva respinto finanziamento ad hoc

12/04/2016

«Un euro all’ora ai commissari? Non è giusto, lavoriamo per un aumento dei compensi». Il premier Matteo Renzi, dopo le polemiche sulle retribuzioni da fame previste per i commissari impegnati nell’imminente concorso della scuola, 63 mila i prof da arruolare, annuncia che il governo è pronto ad allargare i cordoni della borsa. Il rifinanziamento, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, potrebbe aggirarsi tra i 2 e i 3 milioni di euro. Ne prevedeva 5 di milioni un emendamento preparato dal dicastero dell’istruzione alla legge di Stabilità, a copertura di tutte le spese del concorso, a partire dai compensi per i commissari. Emendamento che non ha mai superato però la verifica preventiva del ministero dell’economia, che ha fatto prevalere la netta contrarietà a ogni finanziamento ad hoc. Con la tassa che hanno pagato i candidati, 10 euro per ogni domanda,165 mila circa i candidati, ma alcuni hanno fatto una doppia domanda, il dicastero guidato da Stefania Giannini ha incassato circa 2 milioni di euro. L’obiettivo adesso è raddoppiare i compensi. Non ancora decisa la via normativa per rimpinguare il fondo: potrebbe anche bastare un atto dell’amministrazione trasteverina. Nel caso in cui si dovesse preferire il veicolo legislativo, il primo treno pronto è quello del ddl di conversione in legge del decreto legge su scuola e università in discussione al senato, in commissione istruzione. Il termine per gli emendamenti scade giovedì prossimo (ma relatore e governo hanno facoltà di presentare proposte di modifica anche dopo). In questo caso si darebbe anche il segnale di una scelta più politica. I tempi per decidere sono stretti, e non tanto perché il dl al senato sarà chiuso in tempi rapidi, e senza ulteriori modifiche alla camera, ma perché il concorso è alle porte.

Oggi sarà pubblicato il calendario delle prove, si inizia il 28 aprile con le superiori, sono previste due sessioni al giorno, la prima prova dovrebbe finire entro un mese. E sono salite a 10 le regioni che si sono viste costrette a riaprire i termini per i candidati al ruolo di commissari vista la carenza di personale che finora ha fatto domanda. A pesare proprio i compensi esigui, a cui si aggiunge il fatto che non è previsto neppure l’esonero dall’insegnamento.

I compensi previsti dall’attuale decreto sono di 251 euro per i presidenti e 209 euro per i commissari. Si tratta di compensi forfettari, ai quali si devono aggiungere 50 centesimi per ogni elaborato corretto e candidato esaminato. Non si potrà comunque arrivare a percepire più di 2.051 euro. Ma le grane non finiscono con i compensi. La prima prova sarà computer based. Reperiti 90 mila pc, molti prestati dalle università, solo 70mila hanno superato le verifiche del Cineca: si spera bastino. Intanto, le direzioni regionali continuano a cercare aule disponibili. E al ministero tengono le dita incrociate che il Tar non ammetta i laureati non abilitati. In questo caso, con migliaia di nuovi candidati, il destino del concorso sarebbe una vera incognita.

FONTE: http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/concorso-ora-renzi-ci-ripensa.flc

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