Scuola, nel Def, il documento economico-finanziario, approvato la scorsa settimana, non è previsto un euro per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego!

Mobilità, i sindacati brindano. Def: per i contratti zero euro

La ripresa delle trattative

Due risultati portati a casa: l’intesa sui comparti del pubblico impiego (si veda ItaliaOggi di martedì scorso), che fa della scuola il primo comparto con università e ricerca di tutto il pubblico, e il contratto sulla mobilità che ha ridimensionato gli effetti della legge 107/2015. Che questo basti a dire che le trattative tra governo e sindacati hanno ripreso quota però è presto per dirlo. Anche perché nel Def, il documento economico-finanziario, approvato la scorsa settimana, non è previsto un euro per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Il che rende difficile la aprtita di una revisione complessiva del sistema delle relazioni sindacali e di equiparazione con il privato, come prevede la nota congiunta firmata a latere dell’intesa sui comparti.

Intanto le sigle devono concludere l’operazione mobilità con la sequenza contrattuale prevista. Il contratto collettivo integrativo sulla mobilità «riporta alla naturale sede del negoziato una materia impropriamente collocata nella legge e soprattutto consente di rimediare a molte delle criticità e sperequazioni che la legge stessa ha determinato», ha commentato, Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl scuola. «Questo accordo tutela le persone, impone trasparenza e oggettività nei movimenti», ha detto Domenico Pantaleo, segretario generale della Flcgil, «il governo ha dovuto recedere dall’impostazione autoritaria della legge 107/15 e riconoscere il valore del contratto». Secondo Pino Turi, segretario generale della Uil scuola, «con la scelta del confronto abbiamo dimostrato, ancora una volta, che la via della contrattazione ha effetti positivi sui diritti delle persone più di quanto possano avere tante iniziative intraprese per via giudiziale». Anche lo Snals ha espresso soddisfazione per la definitiva sottoscrizione di un contratto che «restituisce parità di diritti a tutti i lavoratori interessati alla mobilità, pure nel difficile contesto normativo della legge 107 che creava disparità di trattamento nel personale». Unica voce contraria, la Gilda (che ha rifiutato di firmare il contratto) che punta il dito contro l’accordo perché, spiega Rino Di Meglio, «rimane l’ostacolo non pienamente risolto dell’applicazione della legge 107/15, con particolare riferimento agli ambiti e alla chiamata diretta».

FONTE:  http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/mobilita-i-sindacati-brindano-def-per-i-contratti-zero-euro.flc

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