Referendum No Triv 17 aprile, sondaggi elettorali: vince il SI o il NO? Vediamo…..

Referendum trivellazioni No Triv: vincerà il SI o il NO? I sondaggi ci danno una previsione su quelle che sono le intenzioni degli italiani in merito al voto del 17 aprile sulle trivellazioni in mare.

Gli ultimi sondaggi condotti dall’Istituto Piepoli sono molto interessanti, perché oltre a mostrare l’esito del referendum nel caso in cui si votasse oggi, ci consentono anche di fare un’analisi di quelli che sono i pro e i contro del No Triv dal punto di vista dei cittadini chiamati al voto.

Abbiamo ampiamente trattato l’argomento trivellazioni, spiegando in modo chiaro e dettagliato per cosa si voterà e quali sono vantaggi e svantaggi del referendum, ponendoci sia dalla parte del SI sia da quella del NO.

Dalle proiezioni attuali sembra che gli elettori propendano per l’abrogazione della norma che concede di protrarre le concessioni per l’estrazione degli idrocarburi al largo delle coste italiane, tuttavia c’è anche chi ha deciso che non si recherà alle urne e chi non sa ancora per cosa votare.

Ricordiamo che la proposta soggetta al referendum verrà approvata solo se raggiungerà il quorum del 50%: un’affluenza ai seggi inferiore a questa percentuale equivarrebbe alla vittoria del NO.

Referendum 17 aprile trivelle, sondaggi: quanti andranno a votare?

La domanda del sondaggio condotto dall’Istituto Piepoli sul referendum trivelle del 17 aprile è stata così posta:

“Il 17 aprile prossimo in Italia si vota il referendum popolare abrogativo sulle trivellazioni in mare voluto da 9 regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto) che si affacciano sull’Adriatico e che temono per le conseguenze sull’ambiente e sul turismo. Il referendum chiede di scegliere se abrogare la norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalla costa, senza limiti di tempo alla durata delle concessioni, cioè sino all’esaurimento del giacimento. Lei pensa che andrà a votare al referendum del 17 aprile?”

Il 75% delle persone aventi diritto al voto ha risposto SI, il 19% ha risposto NO e si è dichiarato Senza Opinione il 6%.

Il sondaggio mostra un aspetto molto interessante, e cioè un’alta affluenza al voto. Storicamente, infatti, il problema maggiore dei referendum è sempre stato il raggiungimento del quorum del 50% visto che l’abitudine del fronte del NO di schierarsi con l’astensione ha spesso fatto sì che i referendum stessi saltassero.

Nel caso del No Triv del 17 aprile 2016, invece, stando ai numeri, le cose potrebbero andare diversamente. L’argomento trivellazioni potrebbe aver mobilitato l’opinione pubblica tanto da spingere il 75% delle persone ad andare a votare, tuttavia non è detto che le cifre si dimostreranno reali (alcune stime meno ottimistiche parlano della concreta possibilità che si superi a malapena il 35% di affluenza).

Referendum 17 aprile trivelle, sondaggi elettorali: vincerà il SI o il NO?

Al quesito “Lei pensa che voterebbe a favore o contro questo referendum?” ecco come hanno risposto gli italiani che hanno partecipato al sondaggio:

  • il 65% voterebbe a favore del SI, e quindi per l’abrogazione sulle trivellazioni in mare;
  • Il 14% voterebbe contro, e quindi per il NO e per lasciare la legge così com’è;
  • Il 21% si è astenuto.

Stando alle recenti rilevazioni, quindi, tra il raggiungimento del quorum e la preferenza del SI, il referendum No Triv del 17 aprile rappresenterebbe una vittoria schiacciante per coloro che vogliono abrogare la norma sulle concessioni delle trivellazioni in mare.

Ma, come già detto, il sondaggio va preso con le dovute pinze visto che rispondere a una domanda per telefono è molto più semplice di andare a votare davvero. Comunque sia l’intenzione di molti di votare SI domenica 17 aprile potrebbe essere dovuta anche al fatto che la questione trivelle sia finita al centro delle cronache a causa della vicenda che ha portato alle dimissioni del ministro Guidi.

Referendum 17 aprile trivelle, la posizione dei partiti politici

Il fronte dei partiti e dei movimenti politici che invitano a votare SI al referendum No Triv è molto più vasto della schiera che spinge per l’astensione o per il NO.

Tra i favorevoli al referendum troviamo sia formazioni politiche di sinistra e centro sinistra (Movimento 5 Stelle, Federazione dei Verdi, Sel, Italia dei Valori, L’Altra Europa con Tsipras) che di destra, come Lega Nord. Tra questi, i pentastellati sono sicuramente quelli che hanno espresso in maniera più chiara e ferma la loro posizione a sostegno della causa referendaria.

Ultimamente ha fatto invece molto discutere la posizione del PD nei confronti del referendum. Il Partito democratico, infatti, si è detto favorevole all’estensione, quindi in sostanza contrario al referendum. Tuttavia a difendere la decisione non è stato il premier Matteo Renzi, bensì i suoi due vice Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, che hanno definito il referendum No Triv “inutile”, mentre il presidente del PD Orfini ha parlato di referendum “sbagliato”.

Perché il PD invita i cittadini ad astenersi dal voto del 17 aprile? Usando le parole pronunciate dai vertici del Nazareno, “Il referendum non riguarda le energie rinnovabili, non blocca le trivelle, non tocca il nostro patrimonio culturale e ambientale. Come hanno spiegato i promotori si tratta solo di dare un segnale politico”.

FONTE : https://www.forexinfo.it/Referendum-No-Triv-17-aprile-sondaggi

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