Scuola, il 23 maggio è sciopero generale

Scuola, il 23 maggio è sciopero generale

Lo hanno indetto i sindacati di categoria nel corso della manifestazione che si è svolta oggi a Roma. Pantaleo (Flc): “Il governo è autoritario, non dà ascolto a nessuno. Pessima legge e concorsi senza criterio: contro questa strategia combatteremo uniti”

 

Lunedì 23 maggio sarà sciopero generale della scuola italiana. Lo hanno annunciato, nel corso della manifestazione di oggi (28 aprile) a Montecitorio, le sigle di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Snals. La cattiva legge sulla scuola, i concorsi senza criterio, il nodo delle stabilizzazioni dei precari hanno portato i sindacati a proclamare lo stop.

Le ragioni della protesta sono state spiegate da Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil. La legge, i concorso e le stabilizzazioni “sbandierate come una grande conquista – ha detto dalla piazza – rispondono, in realtà, ad una precisa strategia, contro la quale i sindacati combatteranno uniti. È la strategia che vuole dividere la scuola, in docenti di serie A, di serie B e di serie C, e che nega diritti e riconoscimenti al personale amministrativo, tecnico e ausiliario”.

Una strategia, a suo avviso, “che costruisce un lessico in cui dominano parole come competizione, merito, prestazione. Tutto ciò è contrario allo spirito costituzionale della scuola pubblica, la cui missione è quella di educare, formare, istruire e fornire le chiavi della conoscenza a tutti, senza lasciare nessuno indietro. Perché ogni bambina e ogni bambino, ogni ragazza e ogni ragazzo, sono valori assoluti, rappresentano il futuro, e non sono un  problema, come spesso vengono giudicati dalla ministra Giannini”.

Il sindacato aveva proposto un’altra strada. “Quella della stabilizzazione di tutti i precari – ha ricordato Pantaleo -, nel giro di pochi anni, evitando di lasciare fuori dalla scuola decine di migliaia di lavoratori, e costruendo forzose gerarchie nella scuola. Per queste ragioni la nostra mobilitazione continuerà, con lo sciopero generale del 23 maggio e anche dopo”. Da parte sua, il ministro Stefania Giannini “scrive che trova singolare proclamare uno sciopero contro un governo che assume, annunciandolo il giorno in cui parte il concorso. Delle due l’una, o la ministra finge di non capire come stanno le cose, oppure non ha davvero capito: la manifestazione di oggi e lo sciopero del 23 maggio sono una risposta alla sua pervicace e autoritaria volontà di non dare ascolto a nessuno, né a chi nella scuola lavora ogni giorno, né alle rappresentanze sindacali”.

Pantaleo ha quindi concluso: “Più volte abbiamo espresso, alla ministra e al governo, la necessità di aprire un tavolo per il dialogo sulla legge 107, di aprire le trattative per il rinnovo del contratto. Tutte le volte, il dialogo è stato negato, usando il metodo dell’autoritarismo, piuttosto che la ragionevolezza dello scambio di vedute”.

Video: School Wars, referendum scuola

FONTE: http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/scuola-il-23-maggio-e-sciopero-generale.flc

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