Scuola, via al concorso tra polemiche e liti arrivano i carabinieri

Primo giorno di prove: 1.912 gli aspiranti prof di storia dell’arte liuteria, techiche agrarie. Tante contestazioni, nessuna irregolarità.

ROMA Nessuna irregolarità ma tante polemiche, così ieri è iniziato il concorso della scuola pubblica che da qui all’estate selezionerà 63.712 docenti tra gli oltre 165mila aspiranti tali. Nella prima giornata si sono svolte le prove per 1.912 candidati, pronti ad aggiudicarsi uno dei 770 posti delle classi di concorso per storia dell’arte, laboratori di liuteria, tecniche agrarie, tecnologie nautiche, design del libro e laboratori di tecnologie meccaniche. Sono solo le prime delle 93 prove previste fino al 31 maggio. Un concorso da grandi numeri, dunque, che non ha mancato di sollevare polemiche sul fronte docenti: dalla candidatura riservata esclusivamente agli abilitati alla composizione delle commissioni, messa a dura prova per i compensi troppo bassi e la mancanza di commissari pronti a sottoporsi a una mole di lavoro tanto ampia per poco più di 2mila euro, previsti come compenso massimo.
INCOGNITE E DENUNCE

La retribuzione verrà rivista con un emendamento ma intanto resta l’incognita. E non solo. Ieri mattina, durante la prova, un tam tam mediatico dava per certe le presunte irregolarità negli scritti, segnalate in due scuole sede di esame di Roma, il Virgilio e il Salvini, e a Palermo. Allarmi presto rientrati: al Salvini è stato sufficiente l’intervento dei carabinieri, allertati da una candidata al concorso, che una volta giunti sul posto hanno placato gli animi permettendo il regolare svolgimento della prova. Mentre al liceo Virgilio è stata la stessa preside Irene Baldriga ad assicurare che nella sua scuola tutto stesse procedendo nella normalità.
LA SMENTITA

Un polverone presto smentito anche dal ministero dell’istruzione e dalla stessa ministra Stefania Giannini: «Non c’è stato nessun problema. Storicamente questo è il concorso più grande della scuola italiana. Le commissioni sono pronte ed adeguate al compito non facile. Dopo tanti anni si torna alla Costituzione: l’abilitazione è un titolo fondamentale ma non è il concorso. La cattedra si ottiene con una selezione pubblica come, appunto, prevede la Costituzione». E allora oggi si va avanti con una giornata decisamente più corposa, quando a tornare sui banchi saranno i docenti di lettere. Sono previste infatti le prove per le classi di concorso delle discipline letterarie per le scuole superiori e per le scuole medie, disegno artistico e modellazione odontotecnica, design dei metalli, laboratori di scienze aeronautiche e laboratorio del legno. Ma sul fronte sindacale la protesta va avanti. Allo sciopero generale della scuola, indetto dai Cobas per il 12 maggio contro la legge 107, i quiz Invalsi e in difesa dei precari, si aggiunge ora la protesta dei sindacati confederali. Cgil, Cisl e Uil con lo Snals hanno indetto, infatti, un nuovo sciopero generale per il 23 maggio. Indetto proprio nel giorno dell’avvio della selezione pubblica. «Il concorsone non elimina i problemi – ha sottolineato la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso – la ministra invece di lamentarsi dovrebbe proporre l’apertura di un confronto contrattuale». E intanto, come annunciato dai Cobas, è partita la raccolta delle firme per i referendum contro la legge 107, la riforma della Buona Scuola.

FONTE: http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/scuola-via-al-concorso-tra-polemiche-e-liti-arrivano-i-carabinieri.flc

Scuola, sindacati: “Concorso iniquo, sciopero generale il 23 maggio”

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