M5S, ecco i piani del governo per aumentare gli stipendi in Parlamento

Italy's Minister for Constitutional Reforms and Parliamentary Relations Maria Elena Boschi looks on during a confidence vote at the Senate in Rome February 24, 2014. Prime Minister Matteo Renzi faces his first test before a fractious national parliament on Monday when he goes to the Senate to put flesh on ambitious reform plans and seeks to win a confidence vote in his newly installed government. REUTERS/Tony Gentile (ITALY - Tags: POLITICS)

M5S: ecco i piani del governo per aumentare gli stipendi in Parlamento

Renzi dice che la riforma costituzionale farà risparmiare soldi agli italiani, ma in realtà sono in arrivo indennità al rialzo (e blindate) per impiegati e funzionari parlamentari. Il caso sollevato dal M5S.

Il M5S lancia l’allarme: la riforma costituzionale di Renzi non taglierà i costi della politica, anzi. Ecco come aumenteranno le indennità di funzione in Parlamento e quanto costeranno agli italiani.

Mentre gli statali aspettano il rinnovo del contratto dal 2009, in Parlamento sono in arrivo nuove indennità al rialzo, da sommare ai già ricchi stipendi di impiegati e funzionari. A sollevare il caso è stato il Movimento 5 Stelle, che ha lanciato l’appello al presidente della Camera Boldrini affinché non firmi il testo unico delle riforme costituzionali che saranno sottoposte a referendum in autunno.

“In questi giorni in Parlamento sta accadendo qualcosa di estremamente grave. Tutti devono saperlo”, ha scritto sul blog di Beppe Grillo il deputato M5S e componente dell’ufficio di presidenza della Camera Riccardo Fraccaro.

In vista della riforma fortemente voluta da Matteo Renzi, infatti, il Comitato Affari del personale della Camera ha intenzione di approvare le nuove regole secondo cui saranno aumentate le indennità di funzione, cioè quelle voci retributive che dovrebbero essere previste solo per i dipendenti che svolgono particolari incarichi, e che invece vengono distribuite a pioggia a chiunque o quasi.

M5S: la riforma di Renzi costerà di più agli italiani

Renzi dice che la riforma costituzionale 2016, che prevede la fine del bicameralismo e l’abolizione di Cnel e Province, farà risparmiare agli italiani molti soldi, ma in realtà aumenteranno privilegi e stipendi d’oro di chi lavora in Parlamento. Aumenti previsti per tutti i gradi, per un aggravio sui conti pubblici di 3milioni di euro l’anno.

Fra i punti principali e le novità della riforma Boschi, infatti, c’è anche l’integrazione funzionale del personale di Camera e Senato, per il quale verrà istituito il “ruolo unico”. Che cosa significa?

 

“Significa che lo stipendio dei funzionari della Camera, dei due rami del Parlamento, a differenza di quanto avviene oggi, dovranno essere regolati da un unico testo che varrà tanto per la Camera quanto per il Senato. Questo testo dovrà essere approvato sulla base delle riforme costituzionali appunto, ma il problema è che il Pd ha già scritto questo testo, eccolo qui: in questo documento, invece di approfittare di questa occasione per ridurre i costi, i costi si alzano, attenzione”

spiega il deputato M5S.

Buste paga blindate

L’approvazione del ruolo unico dei dipendenti dei due rami porterà un caro-Parlamento e gli aumenti per i superburocrati saranno rilevanti. Il testo in discussione prevede anche che ogni modifica al nuovo “contratto” dovrà essere decisa non più, come è previsto oggi, soltanto dalla Camera o dal Senato, ma da entrambi contemporaneamente.

Tradotto: i nuovi aumenti per funzionari e dipendenti parlamentari saranno di fatto blindati perché per l’eventuale revoca del “contratto” servirà l’approvazione di Camera e Senato, “dove siederanno consiglieri regionali magari indagati, con il vitalizio, che oggi sono a maggioranza Pd. Così i privilegi verranno blindati e non saranno più toccati”, conclude Fraccaro.

Stipendi in Parlamento: i numeri

I super stipendi aumentati e blindati interesserebbero i dipendenti e i funzionari parlamentari, a tutti i gradi. Se la proposta andrà in porto ci saranno aumenti in busta paga fino a 2.000€ in più per chi già guadagna fino a 300mila euro l’anno.

Ad esempio, al segretario generale (il grado più alto dell’amministrazione) andranno 2200€ netti al mese di indennità, contro i 662€ di oggi. Capo avvocatura 1250€ al mese di indennità, da 652€ attuali, e quasi il doppio anche per gli assistenti parlamentari, che avranno un aumneto di 143€.

Un capo servizio riceverà quasi 1.200€, un coordinatore di unità operativa di V livello 441€, un interprete-traduttore 378€. Ancora, per gli addetti alle segreterie del presidente, dei membri dell’ufficio di presidenza e del segretario generale l’incremento dell’indennità di funzione sarà di circa 160€ netti al mese.

Queste indennità si andranno a sommare agli stipendi già alti dei dipendenti di Camera e Senato, rimasti ben al di sopra della media dei lavoratori italiani. Per esempio un documentarista con 20 anni di servizio alle spalle ottiene più di 150mila euro all’anno, un collaboratore tecnico e un assistente parlamentare sfiorano i 100mila. Con dieci anni di anzianità i compensi vanno dai 50 ai 144 mila euro lordi all’anno.

Altro che risparmi, quindi, visto che il totale della riforma che peserà sulle casse pubbliche toccherà i 3 milioni di euro all’anno.

 

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