MOBILITA’: ANCHE IL COLLEGIO DEL TRIBUNALE DI ROMA ACCOGLIE LE RICHIESTE DI UNA DOCENTE SCAVALCATA A SEGUITO DELLE OPERAZIONI DI MOBILITA’

 

Altra importante vittoria, presso il Tribunale di Roma, di una docente, ennesima vittima dell’algoritmo della mobilità straordinaria.

La battaglia giudiziaria, nonostante, sia iniziata male, con il rigetto del ricorso ex art. 700 c.p.c., questo studio legale convinto delle proprie ragioni, impugnava il provvedimento innanzi al collegio della stesso Tribunale, il quale, ha poi, dato piena ragione all’insegnante, che finalmente potrà fare ritorno presso la sua Regione in Campania. Nell’ordinanza collegiale del Tribunale capitolino, (emessa nel mese di febbraio), si legge chiaramente che “all’interno di ciascuna fase di mobilità, l’ordine di graduatoria degli aspiranti era determinato per ciascuna preferenza, in caso di assenza di titoli di precedenza, unicamente dal punteggio più alto….di conseguenza per ciascun ambito territoriale richiesto, la graduatoria dei docenti partecipanti alla stessa fase di mobilità doveva essere stilata, in caso di assenza di titoli di precedenza, secondo il criterio meritocratico del punteggio. … L’operato del MIUR sfugge a qualsiasi spiegazione, non evincendosi dalla disciplina esaminata, un criterio di assegnazione alternativo (e prevalente) rispetto a quello indicato….Palese è, infatti, che l’adozione e l’esecuzione del provvedimento oggetto di contestazione, siano avvenute in violazione dei principi di imparzialità, correttezza e buona fede e di buon andamento della PA; ai quali l’esercizio delle funzione pubblica deve costantemente attenersi.”

Non possiamo, quindi, che condividere in pieno le argomentazione del Tribunale di Roma, nella speranza che in futuro il Ministero stabilisca regole più chiare e nel pieno rispetto del principio del merito.

 

Salerno, 2/3/2017

Avv. Angelo Tuozzo

 

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